Avevo letto un’interessante recensione di Mariella Tanzarella sulla rubrica Sapori di Repubblica su questo ristorante. Mi aveva incuriosito il fatto che il locale si chiamasse ramen a mano (perché sono più conosciuti), ma in realtà lì si servono i lamian.

Antenati cinesi dei ramen, sono lunghi spaghetti o tagliatelle più o meno spessi. Ed ecco la prima particolarità di questo posto: il brodo della zuppa è uno solo, tu puoi scegliere che tipo di lamian vuoi all’interno.

Nel menù ci sono le foto dei vari tipi e si differenziano l’uno dall’altra a seconda delle “tirate”, cioè delle volte che la pasta è allungata. Il classico spessore è 6 tirate, una specie di spaghetto o tagliolino spesso, ma potete avere anche un 8 tirate, molto sottile, o un tre tirate, molto spesso. Il brodo varrebbe l’assaggio anche senza i lamian (che ne valgono un altro), perché è cotto 4 ore con spezie e aromi da far girare la testa. Non sono mai riuscita a finire tutti i lamian perché il brodo è talmente buono che mi viene da berlo tutto, anche se mi hanno spiegato che i cinesi mangiano i lamian e lasciano piuttosto
il brodo.

In menù ci sono altre portate (io prendo sempre gli anacardi con le alghe), da provare anche loro, ma meno particolari dei lamian in brodo.

Ramen a mano
via Lomazzo, 20
Milano
https://www.ramenamano.it/

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