Uno degli ingredienti più usati in cucina, o si ama o si odia. Dal sapore indiscutibilmente caratteristico, rende unici alcuni piatti che senza perderebbero quel tocco in più. È un bulbo composto a sua volta da tanti spicchi (piccoli bulbi) racchiusi da una serie di foglie. Può essere bianco o rosa e di dimensioni più o meno grandi.

Dovete come prima cosa separare gli spicchi dalle guaine che li contengono e poi sbucciarli e a questo punto la scelta è molto ampia: se volete solo dare un leggero sapore alla preparazione, lasciate lo spicchio intero o tagliatelo a metà ed eliminate l’anima verde centrale; se invece volete che si senta, ma non vi piace mangiarlo, tagliatelo a fettine in modo che sia riconoscibile nel piatto; se invece siete degli amanti dell’aglio potete tritarlo o addirittura spremerlo con l’apposito spremi-aglio.

Ricordatevi che l’aglio secco – quello che si trova in tutte le stagioni, tranne che in primavera avanzata quando c’è anche quello fresco – è più forte di sapore e che alcune varietà, come ad esempio l’aglio rosa di Sulmona, possono avere un aroma leggermente diverso e più delicato.

Come dicevamo prima, l’aglio in cucina si può usare un po’ dappertutto, ma
la fa da padrone nei soffritti, con il pesce (in particolare cozze e vongole), nelle classiche bruschette toscane e in preparazioni che non si mangiano tutti i giorni come la bagna cauda piemontese o la salsa aioli francese.

Per attenuarne il sapore acre potete anche mettere gli spicchi sbucciati a bagno nel latte per circa un’ora, poi scolarli ed utilizzarli (lo stesso procedimento si fa anche con la cipolla affettata).

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