Di tantissimi colori, dalla forma arrotondata quasi sferica, il cavolfiore è proprio il grosso fiore di una varietà di Brassica oleracea, di cui fanno parte anche il broccolo e la verza. Il più classico è quello bianco, ma lo potete trovare anche violetto, verde o addirittura arancione.

Quello verde più famoso, con la sua forma quasi a piramide è il cavolfiore romanesco. In cucina è molto versatile, ma in linea di massima va sempre cotto prima di gustarlo. Acquistatelo con le foglie attaccate alla base, sarete così sicuri della sua freschezza: se le foglie sono appassite e non ben attaccate al gambo, il cavolfiore non è proprio di giornata.

Per prepararlo capovolgetelo e fate un’incisione a piramide triangolare partendo dalla base del gambo e arrivando in verticale alla parte centrale delle cimette. Staccate prima la “piramide” di gambo e poi man mano le varie cimette. Lavatele sotto l’acqua corrente e fatele cuocere in acqua bollente salata per circa 15 minuti. Se non amate l’odore che si spande per casa durante la cottura, mettete una noce intera con il guscio nell’acqua in ebollizione.

Una volta lessato, il cavolfiore si presta a moltissime preparazioni: si può gustare così con olio e sale, oppure ripassare in padella con aglio e pasta d’acciughe e usarlo come condimento per la pasta; altrimenti si può sistemare in una pirofila, ricoprirlo di besciamella o di pangrattato e gratinarlo in forno.

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